mercoledì 8 aprile 2015

Zuppa d'orzo e zucca

Una rondine non fa primavera!

Zuppa d'orzo e zucca
Zuppa d'orzo e zucca

Il fatto che il calendario dica che oggi è l'8 aprile e l'aver visto svolazzare delle rondini davanti casa... non comporta necessariamente l'arrivo di un tempo primaverile 😞
Niente sole, niente caldo, niente cielo sereno... l'opposto: pioggia, freddo e un venticello leggero leggero che tira a più di 50 km/h e ti affetta letteralmente.
Un tempo coi fiocchi!
A discapito degli asparagi comprati ieri con l'idea di una ricetta leggera e gustosa, eccomi di nuovo alle prese con una zuppa invernale, piena di cose salutari e che possa riscaldare.
Per carità non ho nulla contro le zuppe, anzi, se fosse per me, le cucinerei tutti i giorni, piene zeppe dei miei amati cereali.
Il grano saraceno, per esempio, è perfetto per fare minestre e la sua fantastica farina ci regala delle crêpes salate da leccarsi i baffi!
Grazie Bretagna per aver creato le "galettes bretonnes", che diventano divine se accompagnate con dell'ottimo sidro... anzi, ora che ci penso, è tempo che le prepari di nuovo... 😋
E cosa dire del farro?
Lo adoro nelle insalatone e ne uso quotidianamente la farina per preparare pane e dolci.
Oggi, invece, userò l'orzo, a cui affiancherò la zucca a dadini... a conti fatti... direi che più che in aprile, potremmo essere nel mese di novembre!! 😲


Zuppa d'orzo e zucca

Ingredienti:
1 bella fetta di zucca
4 cucchiai colmi d'orzo
1 fetta di bacon o pancetta o speck, in base alla disponibilità
1 cipollotto fresco
1 carota
1 cucchiaio di sedano tagliato
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di dado vegetale casalingo
acqua q.b.
erbe aromatiche a piacere
crosta di parmigiano (facoltativa)
curcuma
zenzero
pepe
sale


Prendiamo una pentola con fondo spesso, mettiamoci l'aglio in camicia, il bacon, il cipollotto, la carota e il sedano tagliati e il dado vegetale.


Facciamo soffriggere qualche minuto mescolando con un cucchiaio di legno,


poi aggiungiamo il concentrato di pomodoro e un pochino d'acqua.


Lasciamo cuocere a fuoco basso finché non avremo tagliato la zucca, aggiungiamola e mescoliamo per un paio di minuti


prima di aggiungere tanta acqua calda quanta ne serve per coprire tutti gli ingredienti. Aggiungiamo le erbe aromatiche, le spezie, saliamo e pepiamo.


Se ne avete a disposizione e siete dei ghiottoni come noi, aggiungete la crosta di un pezzo di parmigiano che non si riesce più a grattugiare e che avrete raschiato e pulito bene. Diventerà morbida morbida e servirà a rendere più saporita la zuppa 😉
Lasciamo cuocere a fuoco basso e quando inizia a bollire versiamo l'orzo.
Facciamo sobbollire sempre delicatamente (così l'acqua non evapora subito e la zuppa si insaporisce bene) e, quando l'orzo sarà cotto, spegniamo e lasciamo riposare.
Al momento di servire basta riscaldare e versare nei piatti.


Nel caso ne abbiate fatta in abbondanza, non disperate, il giorno dopo è ancora più buona e saporita 😋

Bon Appétit!!
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martedì 7 aprile 2015

Sofficini homemade

Il sorriso che c'è in noi!

Sofficini homemade
Con un tempo da lupi, pioggia, vento e freddo, ho pensato che ci volesse un sorriso a raddrizzare questa giornata, considerando anche il rientro al lavoro.
Sembrerà strano, ma fino a qualche tempo fa non avevo mai assaggiato una pietanza la cui pubblicità e il conseguente motivetto fanno parte dei ricordi collettivi della mia generazione e non solo. Leggendo il titolo qualcuno potrebbe già capire di cosa io stia parlando: sì, lo ammetto, sto parlando dei sofficini.
Da qualche tempo mi ronza nella testa sempre la stessa domanda, anche se si riferisce a prodotti diversi: ma prima di diventare industriale dovrà pur aver avuto una produzione 'casalinga', no? Quindi, perché non posso farlo a casa da sola, usando ingredienti scelti da me, senza correre il rischio di trovare conservanti, coloranti e simili?
Ecco, tra le tante cose che mi hanno fatto scattare questo quesito ci sono i sofficini, (certo, le insistenze del consorte memore delle tante scorpacciate in età infantile non hanno inciso in alcun modo, sia chiaro!).
Dopo aver visto che in realtà la ricetta non è poi così complicata, solo un pochino lunga, mi sono tirata su le maniche e messa all'opera. Se volete mangiarli per pranzo, bisogna cominciare a prepararli almeno a partire dalle 9. Io per caso ho iniziato verso le 10 e abbiamo pranzato alle 14...
È così che sono nati questi:



Sofficini homemade

Ingredienti per circa 16 sofficini:

per l'impasto:
250g di farina
250ml di latte
15g di burro
10g di sale

per l'impanatura e la frittura:
2 uova
pangrattato q.b.
olio per friggere

per il ripieno:
provolone
formaggio di capra morbido
mozzarella
100ml di besciamella
100g di spinaci cotti




Prepariamo l'impasto facendo sciogliere in un pentolino il latte, il burro e il sale. Appena arriva a ebollizione, togliamo dal fuoco, incorporiamo la farina e mescoliamo con un cucchiaio di legno finché il composto non diventa duro e difficile da girare. Facciamolo raffreddare una decina di minuti, poi appoggiamolo su una spianatoia infarinata e maneggiamolo fino a che non è liscio e omogeneo. Avvolgiamolo nella pellicola e lasciamolo raffreddare. Nel frattempo possiamo tagliare i vari formaggi a cubetti e lessare gli spinaci (io li lavo bene e poi li metto in una padella senza aggiungere altra acqua, basta la loro; saranno cotti quando tutto il liquido rilasciato sarà evaporato). A questo punto, riprendiamo l'impasto, appoggiamolo sulla spianatoia, sempre cosparsa di farina, e stendiamolo con un matterello, creando una sfoglia sottile di circa 3mm. Prendiamo una ciotola per la colazione o un bicchiere (dipende da quanto vogliamo grandi i sofficini) e incidiamo la pasta formando tanti cerchi quanti ce ne permette l'impasto.
Prendiamo un cerchio alla volta e farciamolo: per i sofficini al formaggio mettiamone 3 o 4 cubetti per ogni tipo e un po' di besciamella (per il procedimento seguite questa pagina, dimezzando però le quantità);




per i sofficini agli spinaci mettiamo un cucchiaio di spinaci, un po' di besciamella e volendo un paio di cubetti di formaggio.




Le dosi del ripieno variano in base alla grandezza del cerchio, ma dobbiamo comunque stare attenti a non riempirlo troppo, altrimenti avremo problemi nella chiusura.
Una volta farcita, chiudiamo a metà la pasta e sigilliamo i bordi aiutandoci con una forchetta.




Passiamo ogni mezzaluna prima nell'uovo, che avremo sbattuto e condito con un pizzico di sale, e poi nel pangrattato.




Una volta impanati tutti i sofficini, facciamo scaldare una padella dove avremo messo abbondante olio (la pietanza dovrà galleggiare ed essere coperta completamente), più olio c'è meno ne verrà assorbito. Sembra paradossale, ma è così. Se l'olio è abbondante e caldo, si forma subito una patina dorata all'esterno dell'alimento, che impedisce all'olio di penetrare, rendendo croccante l'esterno del cibo e morbido l'interno. Questo discorso vale per qualsiasi tipo di frittura. La considerazione che meno olio c'è, più salutare è il fritto è una leggenda metropolitana da sfatare perché falsa.
Quando l'olio sarà caldo (fate la prova con uno stecchino o una mollica di pane: se l'olio è pronto vi si formeranno intorno tante bollicine bianche), mettiamo a cuocere pochi sofficini alla volta.




Lasciamo cuocere un paio di minuti per parte, poi scoliamoli e adagiamoli su della carta cucina, in modo che rilascino più olio possibile.
I sofficini sono pronti per essere mangiati e più sono caldi, più sono gustosi e filanti.

Occhio però, il sofficino che fila contiene formaggio ustionante!! :D




Bon Appétit!!
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lunedì 6 aprile 2015

Focaccia morbida integrale

Come tradizione comanda!!

Focaccia morbida integrale
Focaccia morbida integrale
La tradizione prevede scampagnate nel giorno di Pasquetta... parchi o simili. Ebbene, noi come sempre andiamo controcorrente. Un po' ci aiuta il cielo che dalla finestra sembra sempre più assumere un colorito grigio scuro tendente al nero, un po' ci aiuta la bronchite del consorte, che ci ha permesso di trascorrere un fantastico ponte di Pasqua all'insegna di coperte, minestrina e medicine.
Ma facciamo finta di aver steso un plaid su un bel prato verde, circondati da alberi che ti riparano dai raggi cocenti del sole e allietati dal soave canto degli uccellini... cosa avrei preparato da pranzo? Sicuramente qualcosa che avrebbe richiesto poco impegno sul posto... e quindi cosa c'è di meglio di una focaccia soffice, che ti lascia le mani belle unte, tagliata a metà e farcita con salumi e ogni altro ben di Dio?
Ecco quindi la:


Focaccia morbida integrale

Ingredienti per l'impasto:
500g di farina integrale
15g di lievito fresco di birra
400ml di acqua
20g di olio evo
10g di sale

Ingredienti per la salamoia:
65ml di acqua
65g di olio evo
10g di sale


Per prima cosa prepariamo il composto di olio, sale e acqua che verseremo sopra la focaccia una volta stesa. Per mescolare bene il tutto senza troppa fatica, basta prendere un barattolo di vetro con il coperchio e inserire all'interno l'olio evo, il sale e l'acqua.




Chiudiamo il coperchio e scuotiamo come avessimo in mano uno shaker. A questo punto la salamoia è pronta e possiamo lasciarla da parte, scuotendola ogni tanto.
Passiamo all'impasto: prendiamo una ciotola capiente, facciamoci sciogliere il lievito con un pochino d'acqua, incorporiamo la farina, l'olio, il sale e l'acqua. Mescoliamo il tutto con un cucchiaio e quando gli ingredienti si saranno amalgamati per bene, copriamo con un panno e lasciamo lievitare un'oretta.




Trascorso il tempo di lievitazione prendiamo una teglia, copriamola con carta da forno, versiamoci sopra il composto e stendiamolo delicatamente usando i polpastrelli.




Lasciamo riposare un'altra mezz'oretta, dopodiché facciamo di nuovo i buchi con le dita, prendiamo il barattolo con la salamoia, agitiamolo un'ultima volta e lentamente versiamone il contenuto sulla focaccia, riempiendo ogni fossetta.




Anche se sembra troppa, usiamo tutta la salamoia preparata: verrà assorbita senza alcun problema e servirà a rendere la focaccia morbida e bella unta.




Lasciamo riposare per una mezz'oretta e accendiamo il forno alla temperatura massima (per me 240°C). Inforniamo e abbassiamo subito la temperatura a 220°C, lasciamo cuocere un quarto d'ora, poi, senza aprire il forno, abbassiamo di nuovo la temperatura a 200°C. Dopo altri 15 minuti circa, la focaccia dovrebbe aver assunto un bel colorito dorato e dovrebbe essere quindi cotta. Per sicurezza apriamo il forno e solleviamo delicatamente la focaccia in modo da vedere se il fondo è ben cotto.




Se tutto procede come dovrebbe, spegniamo il forno, tiriamo fuori la focaccia e lasciamola raffreddare un pochino prima di servirla. Dopodiché facciamo largo alla fantasia e farciamola come più ci piace.



Bon Appétit!!
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sabato 4 aprile 2015

Pane alle 3 farine


Buona Pasqua!!!

Pane alle 3 farine
Pane alle 3 farine
Eccoci qua. Pasqua è alle porte. Per questo lungo ponte (qui si fa festa anche il Venerdì Santo) c'erano tante idee: giornate al mare (temperature permettendo), passeggiate nei parchi, escursioni nei dintorni... e indovinate un po' il programma definitivo cosa prevede? Letto!!
Ebbene sì, l'influenza ha fatto il suo ingresso anche qui, quatta quatta si aggirava da giovedì sera, fino a scaturire in un quasi 38 di febbre proprio oggi.
Quella che doveva essere una giornata di Pasqua tutta dedicata alla tradizione, ahimè avrà come segno distintivo... del brodino di pollo...
In realtà non sono io l'ammalata, ma poco cambia. Perciò quello che si prospettava un bel pranzetto tradizionale (ravioli, agnello e patate al forno e l'uovo di Pasqua) si trasformerà in minestrina e latte caldo!!
Solo una pietanza non subirà cambiamenti... il pane :)
Ecco quindi, finalmente, la ricetta del mio



Pane alle 3 farine

Ingredienti:
100g di farina di farro
100g di farina di segale
400g di farina integrale
25g di lievito di birra fresco
10g di zucchero
10g di sale bilanciato aromatizzato (vedi qui), ma può essere tranquillamente sostituito con sale normale
acqua q.b. (più o meno 300 ml)




Prendiamo una ciotola abbastanza grande, mettiamoci dentro il lievito e lo zucchero e facciamoli sciogliere in poca acqua.




Sempre nella stessa ciotola aggiungiamo i tre tipi di farina e il sale




Versiamo l'acqua poca alla volta e impastiamo finché non otteniamo un panetto morbido e poco appiccicoso.



Con un coltello incidiamo una croce sopra il panetto, copriamo con un canovaccio e lasciamo lievitare in un luogo caldo e al riparo dalle correnti d'aria.


Questo è il panetto dopo due ore:


A questo punto dobbiamo rovesciare il panetto lievitato su una spianatoia, lo dividiamo in due parti, gli diamo la forma desiderata e lo adagiamo su una teglia ricoperta da carta da forno. Facciamo tre incisioni oblique e lasciamo lievitare un'altra oretta


Durante quest'ultima lievitazione accendiamo il forno alla temperatura massima, per me 250°C. Trascorsa un'ora i due panetti saranno così:


Inforniamo e abbassiamo la temperatura a 220° C. Lasciamo cuocere circa 30 minuti, facciamo la prova stecchino e se il pane risulta asciutto all'interno, spegniamo il forno, togliamo il pane e adagiamolo sopra una griglia da forno in modo che si raffreddi per bene e non si formi umidità a contatto con la teglia.


Ed ecco come appare il pane una volta tagliato:


Buona Pasqua e Bon Appétit!!
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venerdì 3 aprile 2015

Pollo in padella alle erbe aromatiche


Proprio come una bambina piccola!

Pollo in padella alle erbe aromatiche
Pollo in padella alle erbe aromatiche
Girovagando per le montagne e per i castelli dei dintorni, ho fatto una scoperta che non avrei mai e poi mai immaginato. Ho esultato proprio come una bambina piccola che si ritrova tra le mani un regalo inaspettato.
Dopo aver perso le mie certezze sull'inizio della primavera, che nell'emisfero boreale comincia con l'equinozio di primavera che può cadere il 20 o il 21 di marzo e quindi la data può variare, ho dovuto rivedere anche la convinzione che le cicogne vivessero solo nel nord dell'Europa costruendo i loro nidi sui comignoli delle case. Ebbene, udite udite, per la prima volta in vita mai ho visto delle cicogne. E non in uno zoo, ma in libertà. Appollaiate sui loro bei nidi sopra un tronco di palma o sopra i tralicci dell'alta tensione, oppure cercando qualcosa di mangiare nei campi circostanti. E tutto questo nell'estremo sud dell'Europa.
Sono degli uccelli buffi, soprattutto quando camminano, muovendo la testa avanti e indietro, ma quando spiegano le loro ali e volano alte nel cielo riacquistano subito una maestosità incredibile. Non appena ho realizzato che l'uccello che avevo visto passare sopra la mia testa non fosse un airone, ma una cicogna, mi si è stampato in faccia un sorriso a 32 denti e ho continuato a battere le mani e a sorridere incredula, proprio come una bambina :)
La ricetta che sto per scrivere non ha però niente a che fare con le cicogne, tranquilli. Trattasi di semplicissimo pollo :)



Pollo in padella alle erbe aromatiche

Ingredienti per 2:
1/2 pollo
alloro
coriandolo
dragoncello
origano
rosmarino
salvia
timo
1 spicchio d'aglio
buccia di limone
curcuma
zenzero
olio evo
pepe
sale
1 bicchiere abbondante di birra



Facciamo scaldare una padella, mettiamo l'olio e l'aglio, poi aggiungiamo la carne tagliata a pezzi e tutte le erbe aromatiche, la buccia di limone, la curcuma, lo zenzero, il sale e il pepe.




Facciamo rosolare la carne da ambo i lati, finché non assume un bel colorito dorato, dopodiché aggiungiamo la birra e lasciamo cuocere una mezz'oretta o fino a consumare tutto il liquido.




Bon Appétit!!
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giovedì 2 aprile 2015

Uova all'occhio di bue con pancetta al sugo di fagioli


Non si butta niente!

Uova all'occhio di bue con pancetta al sugo di fagioli
Uova all'occhio di bue con pancetta al sugo di fagioli
Sono stata abituata fin da bambina a casa dei miei genitori che il cibo avanzato non si deve mai buttare. Di conseguenza anche a casa mia non è abitudine buttare gli avanzi, non sia mai!!
Ogni avanzo viene consumato nel pasto successivo, semplicemente riscaldandolo o usandolo per preparare una nuova pietanza. Magari qualcuno potrà storcere il naso, ma non ha senso gettare delle pietanze che sono perfettamente mangiabili solo perché non abbiamo ben calibrato le quantità. È ovvio che, se gli avanzi per una qualche ragione rimangono in frigo per troppo tempo e non sono più commestibili, prenderanno la via del secchio dell'immondizia) E siccome da me, da buongustaia e degna figlia dei miei, le porzioni abbondano sempre, spesso capita di avere avanzi.
E poi, non è mica detto che da un piatto di avanzi non possa venir fuori un piatto da leccarsi i baffi!
Come accennato nel post precedente, con il sugo di fagioli avanzato, ho preparato delle fantastiche:



Uova all'occhio di bue con pancetta al sugo di fagioli

Ingredienti:
Sugo di fagioli avanzato (vedi qui)
2 uova
2 fette sottili di pancetta
sale
pepe



Rompiamo le uova in un piattino, controlliamo che non ci siano delle impurità e nel caso siano presenti togliamole. Facciamo riscaldare in una padella il sugo di fagioli e quando è bello caldo mettiamo le uova. Saliamo e pepiamo solo le uova e quando cominciano a solidificare, mettiamoci sopra una fetta sottile di pancetta.
Portiamo a cottura e gustiamo.





Bon Appétit!!
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mercoledì 1 aprile 2015

Pan-fried chicken with tuscan beans - Pollo saltato in padella con fagioli toscani


Il mio shopping sfrenato!

Pan-fried chicken with tuscan beans - Pollo saltato in padella con fagioli toscani
Pan-fried chicken with tuscan beans - Pollo saltato in padella con fagioli toscani
Essendo io una donna, molti di voi, leggendo il titolo, staranno pensando a vestiti, borse o scarpe. E invece no! Fortunatamente o sfortunatamente, il mio shopping compulsivo ha come obiettivo libri e riviste di cucina.
Avendo la fortuna di conoscere più lingue, la mia biblioteca culinaria è poliglotta: ci sono pubblicazioni in italiano, in francese, in spagnolo, in inglese e addirittura un paio in polacco (acquistati durante l'Erasmus, con la vana speranza che potessero essere un aiuto in più nell'apprenderne l'idioma :P ).
Questa mia mania ha origini antiche ed è ormai così sviluppata che ovunque io vada trovo sempre qualche rivista o qualche libro di cucina da portare a casa. Ho una collezione talmente grande da avere ricette sufficienti per generazioni, ma che ci volete fare, è più forte di me.
È così che, qualche tempo fa, abbiamo dato il benvenuto all'ultimo arrivato: un librone in lingua inglese! Però, non è colpa mia...
Stavo uscendo da un supermercato tutta sconsolata perché non avevo trovato quel particolare tipo di farina che cercavo quando, a pochi passi dall'uscita, sento una vocina che mi sussurra: "Ma dai, fai un giro nel reparto libri/riviste, magari trovi qualcosa che ti tira su il morale". Detto, fatto. Faccio dietrofront e mi dirigo verso il settore pubblicazioni culinarie.
Il primo sguardo si posa su una raccolta di ricette natalizie tipiche inglesi, ma non è scattata alcuna scintilla :(
Continuo la mia ricerca, trovo dei libricini abbastanza originali, ma non ci siamo. Poi gli occhi si abbassano... e lo vedono. Un tomo taglia XXL dal peso di 2kg, ma con la bellezza di 140 ricette. Comincio a sfogliarlo. Con la borsa a tracolla e il cestino in un braccio, fatico a tenerlo in mano. Ma ne vale la pena. Amore a prima vista. Ricette interessanti, ma soprattutto fotografie superlative. Lasciatemelo dire: un libro di cucina senza foto, per me, è un libro a metà. Anche l'occhio ha la sua parte e spesso in questo ambito, almeno secondo il mio modestissimo parere, è fondamentale. Certo, tutto dipende dalla maestria del fotografo...
La folgorazione è stata così prorompente che già il giorno dopo mi cimento nella sperimentazione di questa ricetta:



Pan-fried chicken with tuscan beans,
detto in altri termini "Pollo saltato in padella con fagioli toscani" (in realtà il pollo viene praticamente cotto in forno, ma soprassediamo :), il risultato è stato comunque stratosferico).

Ingredienti per 2

2 cosce con sovraccosce di pollo
2 rametti di rosmarino
buccia grattugiata e succo di 1 limone
peperoncino
75g di pancetta a cubetti
1 cipollotto piccolo
1 spicchio d'aglio
100g di cannellini secchi (io ho usato i fagioli con l'occhio)
75ml di vino bianco secco
100ml di brodo di pollo fatto in casa
1 pomodoro a dadini (io ho usato della passata fatta in casa)
sale
pepe
olio evo




Per prima cosa dobbiamo mettere in ammollo i fagioli e marinare la carne. Queste operazioni vanno fatte la sera prima.
Per la marinatura basta prendere le foglie di un rametto di rosmarino, mescolarle con il peperoncino, la buccia e il succo del limone, l'olio, il sale e il pepe. Incidiamo la carne, mettiamola in un contenitore, cospargiamola con la marinatura e conserviamola in frigorifero fino al giorno dopo.




L'indomani buttiamo l'acqua dell'ammollo dei fagioli e cuociamoli per un'ora e mezzo/due ore o finché non sono cotti.
Preriscaldiamo il forno a 200°C. Facciamo soffriggere a fuoco lento i cubetti di pancetta e trasferiamoli in una pirofila da forno. Aggiungiamo i fagioli,




il cipollotto e l'aglio,




il vino e il brodo di pollo,




i dadini di pomodoro fresco (o 5-6 cucchiai di passata di pomodoro), il restante rosmarino



e inforniamo per circa 20 minuti.
Nel frattempo, nella padella usata per la pancetta, facciamo rosolare il pollo, che avremo tolto dal frigorifero e lasciato a temperatura ambiente per una mezz'oretta. Quando avrà preso un bel colorito da entrambi i lati, mettiamo il pollo sopra i fagioli nella pirofila e facciamo cuocere per altri 20 minuti o finché la carne non sarà cotta.


Nel caso in cui il sugo di fagioli risulti troppo liquido, abbiamo due possibilità: o togliamo la carne e trasferiamo il resto nella padella e facciamo consumare il liquido a fuoco alto, oppure possiamo riutilizzare il sugo per condire della pasta o per cucinare delle uova. Io ho scelto la seconda possibilità e ho cucinato delle strepitose uova all'occhio di bue con pancetta al sugo di fagioli (vedi qui).
Una volta che il pollo risulta cotto, non ci resta che sfornare e gustare.


Bon Appétit!!
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